Il Chianti per chi ama il vino
Sangiovese, galestro, le sottozone, le regole della Gran Selezione, le verticali e come conservare quello che portate a casa.

Questa guida è per chi sa già di amare il Chianti Classico e vuole capirlo meglio: il vitigno, i suoli, le regole, le annate, e come assaggiare con intenzione. È anche un invito alle degustazioni che abbiamo costruito proprio per questo tipo di visitatore.
Il Sangiovese, tutta la storia
Il Chianti Classico deve essere Sangiovese per almeno l'ottanta per cento; il resto può essere Canaiolo, Colorino o varietà internazionali. Il Sangiovese matura tardi, è vigoroso, sensibile al luogo: assorbe suolo e clima come una spugna. Sul galestro delle nostre colline dà giaggiolo, mammola, ciliegia acidula e un tannino che chiede il cibo; dove c'è argilla guadagna polpa. A Casa Sola quattordici dei nostri venti ettari sono Sangiovese, piantato tra uno e cinquant'anni fa.
Suoli e altitudine
Due suoli definiscono la denominazione: il galestro, una marna scistosa che si sfalda e drena in fretta, e l'alberese, un calcare duro. L'altitudine va dai duecento a oltre seicento metri; noi siamo a trecentotrenta, nella parte ovest della denominazione, dove la brezza del mare tiene fresche le notti e lenta la maturazione. La nostra mappa interattiva della tenuta mostra suolo ed esposizione di ogni parcella.
La piramide e le sottozone
Dal 2014 la denominazione ha tre livelli. Annata: in vendita dall'ottobre dopo la vendemmia. Riserva: almeno ventiquattro mesi di invecchiamento, tre in bottiglia. Gran Selezione: solo uve dell'azienda, almeno trenta mesi, un esame chimico e organolettico in più e, dalle annate recenti, la possibilità di indicare in etichetta una delle undici Unità Geografiche Aggiuntive. Le unità non sono una classifica; sono una mappa. La nostra, San Donato in Poggio, è la più occidentale, aperta verso il mare.
Le annate
Le stesse colline, un anno diverso ogni volta. Il nostro archivio delle annate registra il clima, le date di vendemmia e il carattere di ogni anno dal 2015, con una nota sul potenziale di invecchiamento. In breve: gli anni caldi e generosi si bevono prima; le stagioni fresche e lunghe danno vini che premiano la pazienza. Indicativamente, il Chianti Classico si esprime bene per cinque o sei anni, la Riserva per dieci, la Gran Selezione più a lungo, ma una buona cantina cambia tutto.
Assaggiare in verticale
L'unico modo per capire il tempo nel vino è assaggiare lo stesso vino attraverso gli anni. Le nostre degustazioni verticali mettono cinque annate della Riserva, o del Supertuscan Montarsiccio, una accanto all'altra con chi le ha fatte. Per un pomeriggio intero con Matteo, la masterclass Super Tasting attraversa vigna, cantina, una verticale di Chianti Classico, l'abbinamento e il Vin Santo.
Oltre il gallo
I Supertuscan nascono negli anni Sessanta e Settanta, quando alcuni produttori uscirono dalle regole della denominazione per assemblare uve internazionali. Il Montarsiccio, dalla vigna omonima, lo fa dal 1987 con Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese. Il Vin Santo del Chianti Classico è l'altra tradizione: Malvasia e Trebbiano appese ad appassire per quattro mesi, poi cinque anni nei caratelli sotto il tetto.
Portarlo a casa
Conservate le bottiglie coricate, al buio, tra i dodici e i sedici gradi, e lasciate in pace Riserva e Gran Selezione per qualche anno. Spediamo in tutta Europa e, su preventivo, negli Stati Uniti; il codice QR di ogni bottiglia apre la sua pagina con le annate e la storia.
A febbraio, se potete, venite alla Chianti Classico Collection a Firenze: centinaia di produttori, le nuove annate, e il modo più rapido per assaggiare tutta la denominazione in un giorno.
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